Il maremoto di Stromboli del 2002 nel il racconto di Andrea Vismara

Copertina Vismara 2002

Andrea Vismara, Iddu dieci vite per il dio del fuoco, Edizioni spartaco 2014

Il silenzio, profondo, era rotto solo dal rumore lontano delle onde che s’infrangevano sulla spiaggia di ciottoli con ritmo regolare. Dopo circa dieci minuti, quando il torpore si stava trasformando in sonno, era stato ridestato da un suono cupo. Il vulcano viveva, respirava e, soffiando per aria uno spruzzo di lava incandescente, mostrava il suo sospiro infernale. Così ricordava a tutti che lui c’era. [p.91]

Il vulcano era davanti ai suoi occhi in tutta la sua maestosità. Un pennacchio di fumo si alzava dalla cima, come per salutarla, e lei aveva risposto con un timido gesto della mano. Durante la passeggiata, si era fermata a guardarlo spesso: tutto in quel posto doveva rivolgersi a lui, tendere al cratere come i raggi di una ruota al suo perno. [p.171]

Ore 15.40 Un rumore sordo, sale dal basso, prende vigore. Monta e rimonta. Un boato, un fragore inaudito. Fuoco. [p.239]

Ore 15.40 Quel boato pare non debba finire mai. [p.239]

Ore 15.42 La sciara frana nel mare. Pianoforte e violino suonano all’unisono. Il volume cresce. Tremano i muri, trema la casa, trema la terra stessa e non è solo il vulcano. [p.241]

Ore 15.44. L'onda si infrange. […] L'acqua è torbida di cenere, satura di detriti e striata di rosso. [pp.242-243]

A Ginostra i pochi abitanti erano stati costretti a evacuare con la forza: nessuno voleva lasciare la propria dimora perché chi vive sul vulcano rimane sul vulcano. Iddu nel frattempo aveva continuato a lacrimare lava incandescente e a tuonare. [p.247]

La mattina del primo gennaio erano iniziati i sopralluoghi e la stima dei danni. La conta era andata avanti fino al giorno dopo. Alcune delle costruzioni più vicine alla costa avevano muri crollati e pesci morti nei patii. In contrada San Vincenzo tre barche, probabilmente stufe di vivere su una spiaggia, avevano sfondato i salotti di altrettante case. A Ficogrande le sgargianti piastrelle di una cucina facevano bella mostra perché il tetto della casa aveva ceduto. A Piscità alcune abitazioni erano ricoperte di detriti, rami, terra, plastica e materiale vario. [pp.247-248]

Il 28 dicembre 2002 il vulcano Stromboli inizia un’attività effusiva che interessa la Sciara del Fuoco e che, due giorni dopo, genera una frana di circa 16 milioni di metri cubi. Dalla frana si origina un maremoto che colpisce le coste di Stromboli, delle altre isole Eolie, della Calabria e della Sicilia. Il Servizio Nazionale si attiva immediatamente per mettere in sicurezza la popolazione.