Il terremoto del Friuli del 1976 nel racconto di Esther Kinsky

Copertina Kinsky 1976

Esther Kinsky, Rombo, Iperborea 2023

Sisma
La sera del 6 maggio un terremoto scuote il circondario. La terra si apre, le case crollano, persone e animali vengono sepolti sotto le macerie, gli orologi sui campanili si fermano, sono le nove, serpenti neri fuggono nel fiume, sotto vetta del monte Canin una nuvola di neve scende a valle fendendo la sera.

Il terremoto è la conseguenza di uno stamento di placche tettoniche. Sono tante le parole in uso per spiegare quel che accade al termine di una giornata con tre soli, cani che mugolano, serpenti carbone senza requie, uccelli striduli. Parole come faglie, ipocentro, litosfera. Belle parole che si possono tenere in mano come piccole e aliene creature impietrite: superficie di rottura. Fenditure. Luce tellurica. Velocità di propagazione del sisma. Linee della superficie terrestre, si sente dire. Si può misurare. Il 6 maggio l’intensità delle scosse non è nemmeno tanto alta, se misurata in base alle unità di una scala creata dagli uomini. “così il giudizio resta aggrappato alla fisicità del corpo e ama dimenticare che il pianeta potrà essere misurato dall’uomo, ma non sull’uomo”, si legge in un libro. In ogni caso il mondo non è più lo stesso. [pp.26-27]

Monte San Simeone
Alla confluenza di Fella e Tagliamento, nei pressi di Venzone, si erge il San Simeone, una montagna alta, conica, con il dorso ricoperto di boschi e speroni di roccia. Al monte, nei racconti confusi, incerti, sempre e comunque tremanti sul terremoto, è ascritta l'origine del rombo. Lì sotto, o li dentro, come si sente spesso raccontare, strepitò l'Orcolat, lo spaventoso terremoto del 1976. Un essere leggendario che lascia tracce impossibili da cancellare.
 [p. 28]

Toni
Il secondo terremoto ha mandato tutto all'aria. È stato diverso da quello di maggio. Abbiamo avuto delle avvisaglie alcuni giorni prima. Però nessuno voleva credere che sarebbe stato di nuovo così grave. Era come se ognuno pensasse tra sé: oh, il mostro ha solo sognato o si è rigirato un po' nel sonno.
 [p.247]

Adelmo
Con il secondo terremoto non ci sono stati segni premonitori. I cani non hanno abbaiato e guaito, e il tempo non era particolare, o per lo meno io non l'ho notato. Non so più qual è stato il peggiore tra i due. Se il primo o il secondo. Non si possono fare paragoni. Che cos’è peggio che un terremoto arrivi quando non ci hai mai pensato, o che arrivi quando sai esattamente com'è, e però hai appena rimesso tutto a posto?[pp.249-50]

Il 6 maggio 1976 un terremoto di magnitudo 6.5 colpisce duramente il Friuli e in particolare la media valle del Fiume Tagliamento, coinvolgendo oltre cento paesi nelle Province di Udine e Pordenone. Il terremoto, avvertito in quasi tutta l’Italia centro-settentrionale, è seguito da numerose repliche, alcune delle quali molto forti. Il 15 settembre una nuova scossa di magnitudo 5.9 provoca ulteriori distruzioni. Perdono la vita complessivamente 965 persone.